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Dopo il proliferare dei virologi che prima non sapevano di esserlo, è la volta dei neofilosofi estemporanei, che si accingono con piglio critico e piccato a tentare di demolire la figura di Bertrand Russel. Di cui però non sospettano talvolta nemmeno l’esistenza, né tantomeno il suo pensiero, non avendo mai potuto sopportare l’immane fatica, bontà loro, di sfogliare almeno un libro, e figuriamoci qualche saggio dell’illustre personaggio. Meglio avrebbero fatto costoro a consultare almeno Wikipedia mediante il cellulare, inseparabile protesi, prima di sproloquiare a vanvera. E nemmeno ci provo ad immaginare che possano avere una qualche remota riminiscenza dell’opera di Ivan Illich, diretta o per il tramite del nostro Leonardo Sciascia, che meglio ci avrebbe aiutato a comprendere, qualora non bastasse l’evidenza, ciò che sta accadendo. Queste persone vengono oggi eufemisticamente definite con il generoso appellativo di “analfabeti funzionali”, denominazione che non pare per nulla appropriata, trattandosi di analfabeti punto e basta. Siamo sempre più circondati da ignoranti, presuntuosi e gretti, che professano fieramente la loro ignoranza, di cui fanno sfoggio e vanto. Menti che il potere modella come l’argilla nelle mani di uno scultore.

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